A CHRISTMAS CAROL

Lo spettacolo teatrale tratto dal romanzo di Charles Dickens
Autore: CHARLES DICKENS
Regia: VALENTINA COGNATTI
Durata: 60 MINUTI
Attori: 13 (8 ADULTI E 5 MINORI)

La neve, il freddo, il fascino e il degrado della Londra vittoriana si costruiscono sulla scena di A Christmas Carol, lo spettacolo di Natale tratto da uno dei più commoventi racconti di Charles Dickens.

Musiche e atmosfere suggestive emozionano il pubblico evocando gli scenari che hanno reso nei secoli il “Canto di Natale” una delle storie universalmente più conosciute e amate della letteratura europea.

La neve, il freddo, il fascino e il degrado della Londra vittoriana si costruiscono sulla scena di A Christmas Carol, lo spettacolo di Natale tratto da uno dei più commoventi racconti di Charles Dickens.  

Musiche e atmosfere suggestive emozionano il pubblico evocando gli scenari che hanno reso nei secoli il “Canto di Natale” una delle storie universalmente più conosciute e amate della letteratura europea.

SINOSSI

Tratto da uno dei più celebri e commoventi racconti di Charles Dickens, “A Christmas Carol” è il nuovo spettacolo prodotto da Margot Theatre, con la regia di Valentina Cognatti. Il racconto classico della letteratura natalizia si presenta in scena senza ipocrisie, attraverso una chiave di lettura che tenta di comunicare il messaggio dell’opera sulla base del realismo e dell’autenticità. La neve, il freddo, il fascino e il degrado della Londra vittoriana, dominata dalla povertà, dalla miseria, dall’analfabetismo, si costruiscono sulla scena tra musiche e atmosfere suggestive, che emozionano il pubblico e lo portano a riflettere sulle contraddizioni di un’epoca passata, evocando, nei colori e nelle immagini, simboli e scenari che hanno reso nei secoli il “Canto di Natale” una delle storie universalmente più conosciute e amate della letteratura europea.

IL RACCONTO

Londra, 1843, Vigilia di Natale. Immerso in quello che lo stesso Dickens definisce “il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e della follia, l’epoca della fede e dell’incredulità, il periodo della luce e delle tenebre”, l’avido e anziano Ebenezer Scrooge, uomo d’affari cinico e disilluso, non crede nel Natale e non lascia spazio dentro sé per gesti di umanità. Tenuto a distanza da tutti, l’uomo non fa nulla per nascondere il proprio astio nei confronti del mondo e la propria indifferenza verso tutto ciò che riguarda il Natale. In seguito alla visita del vecchio Marley, suo socio d’affari e unico amico, morto anni prima, Scrooge sarà visitato da tre spiriti che lo indurranno ad un cambiamento radicale, ad una conversione che trasformerà la sua vita per condurlo ad un nuovo modo, più umano, di sentire. Gli spiriti riattiveranno in lui il processo della memoria, svelandogli le possibilità del passato non colte e le aspirazioni della giovinezza perdute. Gli apriranno gli occhi sul presente, svelandone la sordità emotiva, la cecità di fronte al bisogno e la meschina aridità, e schiuderanno, infine, l’esito amaro di una morte futura nel pieno della solitudine e dell’abbandono. Di fronte ad un’immagine di ingenua ed innocente umanità, rappresentata in scena attraverso il gesto di un bambino, l’anima dell’uomo avrà, infine, la possibilità di redimersi, liberandosi per sempre dalla desolazione di una vita scandita dalla logica e dal profitto, nella completa indifferenza degli altri.

LA LETTURA DI DICKENS

Affrontare un romanzo di Charles Dickens per adattarlo alla messa in scena è un’operazione delicata, che comporta inevitabilmente la necessità di entrare in contatto con la vita stessa dell’autore e con la realtà storica e sociale da lui vissuta e sempre protagonista delle sue opere. Quello della Londra vittoriana del 1840 è, infatti, un contesto drammatico, che l’autore inglese non smette di denunciare e che si è costretti ad esaminare durante la costruzione di uno spettacolo tratto da un suo racconto. Anche “A Christmas Carol”, analizzato nel complesso delle situazioni descritte e degli scenari, si può considerare un racconto carico di critica sociale, che attinge direttamente al presente dell’autore e pone sullo sfondo dell’allegoria lo scorcio amaro della prima età borghese dell’ottocento, e delle sue conseguenze reali: la tensione tra le classi, la dialettica tra ricchezza e povertà, gli esiti del nascente sistema capitalistico sulle orme della prima rivoluzione industriale.

TRA REALTÀ E SURREALTÀ

La regia di “A Christmas Carol” tiene conto di questi elementi: lo scenario londinese, il freddo, la miseria, la fame e, dunque, la realtà storica che fa da cornice alle avventure di Scrooge, appaiono sulla scena attraverso una recitazione priva di finzione, nel pieno rispetto del testo e del contesto rappresentati.

Ma se da una parte, nella rappresentazione delle azioni e dei personaggi, si sceglie l’impronta del realismo e della veridicità, dall’altra si vogliono tradurre sul palcoscenico la magia e il fascino allegorico delle vicende surreali che riempiono il racconto, ed è così che il suggestivo avvento dei tre spiriti, il viaggio nel tempo del vecchio Scrooge, l’apparizione del defunto Marley, la magia dell’atmosfera natalizia, prendono vita sulla scena un’immagine dopo l’altra, tra musiche coinvolgenti e costumi d’epoca variegati.

 

 

È proprio questo scarto tra la realtà tangibile, amara ed eloquente, dell’ambientazione vittoriana e i tratti favolisti dalla straordinaria vena onirica assunti dalla storia, a rendere lo spettacolo vivo ed affascinante, tale da coinvolgere il pubblico nelle sue contraddizioni e nei contrasti, a volte inspiegabili, che arricchiscono di tensione emotiva e di dinamicità gli eventi.

Lo spettatore è incuriosito nel seguire la vicenda umana di Scrooge, nel suo travaglio sentimentale e psicologico, e pronto a stupirsi di fronte al mondo fantastico e surreale che si apre davanti a lui sulla scena e che definisce le situazioni, a volte rocambolesche, del protagonista, capaci di far sorridere, ma anche commuovere, di fronte a quella misteriosa magia che solo lo spirito del Natale sa evocare.  

UNO SPETTACOLO, MOLTI SIGNIFICATI

“A Christmas Carol” è, dunque, uno spettacolo per tutte le età, è insieme una storia poetica e divertente sulla possibilità di cambiare il proprio destino, una riflessione sull’uomo e sul difficile rapporto con il tempo tra il ricordo del passato, l’accettazione del presente e le aspirazioni del futuro, una denuncia all’ipocrisia della società vittoriana nel nitido affresco di una Londra scura avvolta nel gelo di dicembre. Ma, soprattutto, è uno spettacolo sul Natale, sul suo significato e sulla magia ineludibile che sprigiona, capace di produrre su un pubblico di qualsiasi età, formazione e provenienza un sorriso di commozione inevitabile e universale, lo stesso sorriso nel quale sembra nascondersi il segreto del fascino profondo e sincero di questo racconto.

Scheda Tecnica

PERSONE

  • 13 attori (di cui 5 bambini)
  • 2 tecnici
  • 1 assistente di scena

DURATA SPETTACOLO

  • 60 minuti

DURATA MONTAGGIO SCENOGRAFIA

  • 60 minuti (escluso allestimento luci)

LUOGO DI RAPPRESENTAZIONE

Lo spettacolo è rappresentabile

  • In teatro o all’aperto
  • Su palco/pedana o a terra purché con pubblico seduto e in luogo silenzioso

SPAZIO SCENICO MINIMO

  • 7 m larghezza
  • 7 m profondità
  • 4 m altezza

AUDIO

  • Mixer audio
  • Casse
  • Cavi audio

LUCE

  • 7 PC 1000
  • 11 PC 500
  • 6 PAR 600

QUADRATURA

  • Fondale nero con almeno un’uscita per lato
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A CHRISTMAS CAROL

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