ROMEO e GIULIETTA

Di William Shakespeare
Autore: WILLIAM SHAKESPEARE
Regia: VALENTINA COGNATTI
Durata: 90 MINUTI
Attori: 9

Romeo e Giulietta torna in scena con una chiave di lettura moderna e coinvolgente che si concentra su un unico fulcro: l’amore sacro, assoluto, purissimo dei due protagonisti.

Gesti, sguardi, parole e immagini poetiche prendono vita sulla scena come pennellate per dar vita alle note vicende che rendono quella di Romeo e Giulietta la storia d’amore più celebre e amata di tutti i tempi.

Romeo e Giulietta torna in scena con una chiave di lettura moderna e coinvolgente che si concentra su un unico fulcro: l’amore sacro, assoluto, purissimo dei due protagonisti.

Gesti, sguardi, parole e immagini poetiche prendono vita sulla scena come pennellate per dar vita alle note vicende che rendono quella di Romeo e Giulietta la storia d’amore più celebre e amata di tutti i tempi.

SINOSSI

Romeo e Giulietta”, la celebre tragedia di William Shakespeare capolavoro della letteratura di tutti i tempi, torna in scena reinterpretata con una chiave di lettura che si concentra su un unico fulcro: l’amore sacro, assoluto, purissimo dei due protagonisti.

L’adattamento è fedele al testo shakespeariano e si concentra sullo sviluppo emotivo dei due protagonisti che si trasformano, una scena dopo l’altra, in relazione alla nascita e alla crescita della loro passione e poi ancora alla consapevolezza e alla decisa affermazione del loro amore. Nello scenario della Verona cinquecentesca, rappresentata da una scenografia essenziale dominante e in continuo movimento, il frastuono, le risa, le arguzie dialettiche degli altri personaggi, incorniciano le vicende intime dei due amanti, che saranno infine gli unici ad incarnare la più alta e pura natura dell’amore: un amore che si nutre della sua irriducibilità, ispirato da un’autenticità tale che non permette la possibilità del calcolo, del compromesso o della convenienza.

Dall’inizio alla fine, “Romeo e Giulietta” rimane sospeso nella poesia delle sue immagini, nutrendosi delle atmosfere magnetiche che lo compongono, senza cedere il passo al distacco razionale, alla freddezza della logica e del giudizio. Romeo e Giulietta crescono sulla scena, avvolti nella loro passione e nel totale rapimento l’uno dell’altra, raggiungendo, infine, la completa maturità di donna e di uomo, decisi nel perseguire il loro unico scopo: vivere o morire nel loro amore.

Uno spettacolo suggestivo, palpitante, commovente, che racconta la purezza di una storia d’amore colta nella più sincera ingenuità delle ragioni che la muovono. Moderno, coinvolgente e capace di conciliare lo stile frizzante e sperimentale con l’autorità del testo classico, non lascia spazio che all’emozione e porta a tuffarsi con coraggio nelle continue immagini evocate come fossero fotografie capaci di catturare l’essenza delle loro emozioni più intime.

Gesti, sguardi, parole e movimenti prendono vita sulla scena come pennellate per comporre un insieme delicato, onirico e cangiante, i cui colori si mescolano alle musiche nelle atmosfere sospese, dando vita alle note vicende che rendono quella di Romeo e Giulietta la storia d’amore più celebre e amata di tutti i tempi.

IL RISCHIO E LA BELLEZZA

William Shakespeare è certamente il più illustre drammaturgo che la cultura occidentale abbia conosciuto, autore di capolavori immortali tutt’ora rappresentati con successo in tutto il mondo. Avere a che fare con lui, dunque, è una vera sfida per ogni regista che sceglie di affrontare uno spettacolo tratto da un suo testo. Applicare la propria impronta stilistica alle sue opere secolari comporta, infatti, una serie di ostacoli che rischiano di compromettere l’autenticità della rappresentazione, di travisare la natura del messaggio, di scadere nella trivialità, svuotando il testo del suo significato originale.

Il pericolo nell’adattamento non classico dei drammi shakespeariani è, infatti, proprio questo: la perdita delle loro peculiarità, nonché del loro valore letterario e storico intrinseco. Nel tentativo di applicare una chiave di lettura moderna alle vicende e ai personaggi, attraverso la propria visione del mondo e dei rapporti umani, se le immagini della cultura contemporanea sovrastano le atmosfere originarie dell’universo letterario shakespeariano, la messa in scena risulterà inautentica e povera, incapace di tradurre la voce dell’autore sulla scena.

Cosa fare, allora, per non cadere nell’errore della banalità e della svalutazione? Prima di tutto, studiare Shakespeare e comprenderne il testo nella sua essenza più profonda.

Per la messa in scena di “Romeo e Giulietta”, è stato indispensabile, dunque, inoltrarsi nei sottotesti, negli snodi delle evoluzioni psicologiche dei personaggi, nelle motivazioni intrinseche e necessarie che muovono gli eventi, per giungere, infine, all’intima comprensione del messaggio primario e costitutivo del dramma. Chi affronta in questo modo l’opera shakespeariana, avrà accesso ad un nuovo modo di leggere e interpretare il teatro, alla possibilità di entrare in contatto con una rara forma di bellezza, con un’arte pura, autentica e mai banale, che si accompagna alla conoscenza di un modo diverso di comunicare, proprio di un altro tempo e connesso ad altre condizioni sociali e culturali. Ci si troverà faccia a faccia con un modo del tutto sconosciuto di affrontare la realtà, quello della fine del ‘500, una realtà antica, ma ancora, incredibilmente, attuale, che sarà necessario valorizzare. Questa, se da una parte ci mostrerà un altro stile di vita, diversi sistemi sociali, usi e costumi sconosciuti e un insolito rapporto con il tempo, attraverso un linguaggio antico e, a volte, ermetico, renderà ugualmente visibile ai nostri occhi, nelle situazioni, nei gesti e nelle parole dei personaggi, la stessa natura umana, lo stesso modo di porsi di fronte alle emozioni, nel quale ognuno di noi, anche oggi, sa di potersi riconoscere.

LO STILE: IL CLASSICO E LA MODERNITÀ

La regia di “Romeo e Giulietta” tiene conto di questi fattori e, partendo da una profonda conoscenza della tragedia, si muove nella direzione della sua valorizzazione, attraverso strumenti stilistici adeguati e una chiave di lettura che, pur nella sua modernità, ne rispetti la natura e la bellezza originarie. Lo spettacolo diretto da Valentina Cognatti si pone, dunque, come un adattamento dai tratti sperimentali, certamente riconducibili ad uno stile nuovo, contemporaneo, ma comunque capace di conservare al suo interno le atmosfere, i colori, le immagini suggerite dal capolavoro classico a cui è ispirato. Consapevole dell’eterna universalità dei temi che tratta e della potenza comunicativa del messaggio che racchiude, lo spettacolo non oltrepassa mai i limiti oltre i quali il rischio è di mistificare il dramma, ma lo supporta, lo mette in risalto, lo traduce sul palcoscenico con uno stile fresco e attuale, per renderlo leggibile al pubblico moderno in tutta la sua antica e autentica bellezza.

L’intensità delle immagini simboliche, l’essenzialità della trama che ruota attorno ad un nucleo centrale, la scenografia sobria e dinamica, l’espressività delle luci e delle musiche che incorniciano la rappresentazione: sono questi gli elementi che costruiscono, come le pennellate di un dipinto, questa poetica versione del “Romeo e Giulietta”.

I SEI PERSONAGGI

In scena sei attori e, al centro della vicenda, l’amore cieco e assoluto tra i due giovani. La trama, dunque, viene adattata in modo da mettere in luce le evoluzioni emotive che guidano la crescita umana e psicologica di Romeo e Giulietta nella loro vicenda amorosa.

E’ così che nasce l’idea di uno spettacolo agitato da un movimento incessante, proprio della scenografia sempre mutevole e degli altri quattro personaggi che intercedono nella successione degli eventi. Questi, si presentano come parte dell’intreccio, alcuni sono confidenti, tutori, appoggiano e consigliano i due amanti, altri rappresentano un ostacolo al compimento della loro passione, ma, in ogni caso, i loro scambi dialettici e loro storie costituiscono una cornice dinamica, al centro della quale i due protagonisti vivono il mutare della loro storia, illuminati da una luce particolare che ne coglie le più sottili e impalpabili sfumature.

Così, attraverso la lente interpretativa di Valentina Cognatti, suggerita dall’analisi del linguaggio shakespeariano, che nelle parole delinea i caratteri distintivi dei personaggi, Giulietta appare in scena come una donna forte, pragmatica, capace di comprendere il lato reale e concreto dell’amore. Pur nella sua giovane età, è determinata, risoluta a tal punto da non cedere mai all’incertezza, da non tornare indietro nelle sue decisioni, da non avere paura di rimanere sola nelle sue scelte, affrontando gli ostacoli e superando le difficoltà poste dalle persone della sua vita, suo padre, sua madre e la balia, la sua confidente più cara.  La conoscenza di Romeo segnerà l’incontro tra due linguaggi molto diversi, legati a due modi antitetici di concepire l’amore. E se, dopo il loro incontro, l’evoluzione psicologica di Giulietta proseguirà nella direzione della risolutezza e della fermezza d’animo, Romeo, ancora legato all’ideale dell’amor cortese, astratto e cavalleresco, subirà un profondo cambiamento verso un modo di amare più sincero, spontaneo e carnale. Infine, sarà proprio Giulietta, con il gesto finale che segnerà la sua morte, a chiudere lo spettacolo, sottolineando la forza irrefrenabile della sua determinazione, incapace di cedere alla logica del compromesso e della convenienza.

UNA SCENOGRAFIA IN MOVIMENTO

La scenografia è costituita da una struttura mobile di legno, capace di trasformarsi in relazione alle diverse ambientazioni. Nella sua essenzialità, riesce a farsi riproduzione simbolica della città e nella sua continua rotazione, ad opera dei personaggi che la muovono, mostra i loro spostamenti tra le strade di Verona. Risulta chiaro, così, come siano i personaggi stessi ad infilarsi nelle situazioni della tragedia, a far girare la storia e a determinarne i cambiamenti, sottolineando il ruolo fondamentale della responsabilità umana, che opera accanto alla casualità del fato nello svolgersi degli avvenimenti della tragedia.

In questa atmosfera essenziale, simbolica, spoglia, prendono vita i sei personaggi, avvolti nella circostanza travolgente di una città piena di vita e di rumori, piena di voci e di risate che echeggiano senza sosta nelle strade. Quella scenografia che sembrava suggerire vuoto e nudità, con simbolico minimalismo, si riempie allora dei colori e delle immagini della Verona cinquecentesca, e porta il pubblico a sognare di nuovo sulle ambientazioni così note e, ancora, incredibilmente affascinanti, vive e romantiche della celebre tragedia. I costumi, il linguaggio, l’interpretazione degli attori, ci riportano in quel mondo, in quella realtà perduta che le opere shakespeariane sanno ogni volta rievocare negli occhi di un pubblico di ogni età e provenienza.

Scheda Tecnica

PERSONE

  • 9 attori
  • 2 tecnici
  • 1 assistente di scena

DURATA SPETTACOLO

  • 90 minuti

DURATA MONTAGGIO SCENOGRAFIA

  • 30 minuti

LUOGO DI RAPPRESENTAZIONE

  • Lo spettacolo è rappresentabile
  • In teatro o all’aperto
  • Su palco/pedana o a terra purché con pubblico seduto e in luogo silenzioso

SPAZIO SCENICO MINIMO

  • 8 m larghezza
  • 8 m profondità
  • 4 m altezza

AUDIO

  • Mixer audio
  • Casse
  • Cavi audio

LUCE

  • 9 PC 1000
  • 7 PC 500
  • 5 PAR

QUADRATURA

  • Fondale nero e due quinte laterali
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ROMEO e GIULIETTA

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