IO ED EMMA
uno spettacolo contro il femminicidio

  • TITOLO IO ED EMMA
    Uno spettacolo contro il femminicidio
  • TIPOLOGIA TEATRO D’ATTORE
  • ORDINE DI SCUOLA SECONDARIA I° e II° GRADO
  • ETA’ CONSIGLIATA 13-18 ANNI
  • DURATA 60 MINUTI circa
  • EDUCATIONAL PACK “CULTURA E RISPETTO: CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE”

 

SINOSSI

Io ed Emma” è il nuovo spettacolo prodotto da Margot Theatre, con la regia di Valentina Cognatti, che pone l’accento sulla questione, attuale e problematica, del femminicidio. Il testo è scritto ed elaborato da Valentina Cognatti con lo scopo di dare risalto al problema della violenza di genere, denunciandone la complessità e mettendo in luce l’esigenza di una coscienza critica collettiva, che porti ad analizzarlo come uno dei problemi più preoccupanti dell’attualità. Lo spettacolo racconta la storia di due donne, un madre ed una figlia, che si fronteggiano sulla scena in un dialogo serrato, rievocando ricordi e immagini del passato. Durante tutta la pièce, il palcoscenico si riempie della tensione psicologica dei due personaggi, accostando alle battute dal tono crudo e realistico racconti di vita passata e svelando, una scena dopo l’altra, la verità sulla vita di Emma: la storia dolorosa di una donna come tante, che appartiene ad un fenomeno su cui è necessario porre una costante attenzione.

LA STORIA DI EMMA

E’ una mite giornata di Aprile quando una madre ed una figlia si incontrano di nuovo, dopo tanto tempo e troppo silenzio. Le parole, gli sguardi, i gesti delle due donne si trasformano lentamente in un lungo racconto, dove una verità sconosciuta, nascosta o dimenticata, riaffiora poco a poco. I ricordi si snodano, amari e incontrollabili, e le parole scongelano una storia nascosta, la storia di una vita vissuta nel dolore, nella violenza, nella paura. E’ la storia di Emma, madre di una figlia tenuta per anni all’oscuro di tutto, che si schiude improvvisamente sul palcoscenico, davanti ai suoi occhi increduli, lasciando che i ricordi si incrocino e si scambino, che il muro che teneva separate le due donne, lentamente, si sgretoli. Uno spettacolo denso di immagini che raccontano, e ricco di parole che, accompagnate dalla musica sempre protagonista, descrivono emozioni.

IL REALISMO DEL DRAMMA

Il realismo psicologico accompagna la costruzione registica in una messa in scena che non lascia spazio alla finzione e all’ostentata rappresentazione del dramma. La volontà, sottesa alla scelta di produrre uno spettacolo contro la violenza di genere, è infatti quella di ricercare costantemente, tanto nella regia quanto nell’interpretazione, la spontaneità nei singoli gesti e la sincerità nelle parole e negli sguardi delle attrici, e far sì che sia la stessa autenticità della rappresentazione ad evidenziare con eloquenza la crudezza del tema trattato. E’ così che emerge la verità: attraverso i ricordi e i racconti di Emma, interpretata da Loredana Piedimonte, si descrive sulla scena l’orrore di una violenza inspiegabile, taciuta per anni, repressa nella paura del giudizio e del cambiamento, nascosta nei luoghi più intimi e segreti dell’animo, ma ancora terribilmente vicina, amara, tangibile.

IL FENOMENO DEL FEMMINICIDIO:
EMERGENZA SOCIALE

I dati relativi al problema della violenza di genere parlano chiaro: ogni due giorni una donna è vittima di femminicidio. Lo scorso anno sono state 120 le vittime, e secondo i dati Istat, sette milioni di donne hanno subito qualche forma di violenza nel corso della loro vita. Dalle violenze domestiche allo stalking, dallo stupro all’insulto verbale: la vita di molte donne è costellata di episodi simili. In molte oggi, si trovano infatti a dover affrontare ripetutamente violazioni della sfera intima e personale, violazioni che mirano a cancellarne l’identità, a minarne profondamente l’indipendenza e la libertà di scelta. Sono dati difficili da accettare, ma che portano a comprendere la problematicità del fenomeno e la sua effettiva estensione, rendendo sempre più incalzante la necessità di una risposta, tanto sul piano giudiziario, quanto su quello sociale ed educativo.

IL RUOLO PEDAGOGICO DEL TEATRO

Margot Theatre da anni sceglie di concentrarsi sulla produzione di spettacoli che perseguono fini di utilità culturale e collettiva, proponendo messe in scena volte a stimolare l’analisi e la coscienza critica del pubblico, e costruendo un luogo aperto al confronto e al dibattito. Lo spettacolo “Io ed Emma” è, per questo, dedicato anche agli alunni delle scuole secondarie di primo, e secondo grado, con l’obiettivo di trasmettere un messaggio forte alle nuove generazioni. Il teatro, concepito, fin dalle sue origini, come ambiente di scambio e di formazione collettiva, ha infatti il dovere di offrire spunti di riflessione, nonché veri e propri paradigmi educativi, che guidino il pubblico a comprendere l’importanza o la gravità di alcuni fenomeni, attraverso una chiave di lettura libera da ipocrisie e alterazioni.

 

SCHEDA TECNICA

  • PERSONE: 4 attori – 1 tecnico
  • DURATA SPETTACOLO: 60 minuti
  • DURATA ALLESTIMENTO SCENOGRAFICO: 30 minuti
  • LUOGO DI RAPPRESENTAZIONE: Lo spettacolo è rappresentabile in teatro o su palco/su pedana/a terra purché con pubblico seduto ed in luogo silenzioso
  • SPAZIO SCENICO MINIMO: Larghezza 5 m – Profondità 4 m – Altezza 3 m

L’Associazione fornisce – con il prezzo dello spettacolo – l’attrezzatura necessaria alla messa in scena: service audio e luci, quadratura nera.

Per Informazioni

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Patrocinio
Comune di Cerveteri
R
Associazione Margot Theatre

Spettacoli | Eventi | Formazione

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Valcanneto - Cerveteri (Rm) Via Antonio Vivaldi, 59

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